lunedì 25 luglio 2011

E dopo il simpatico The Guardian...

Dopo le belle sparate de "The Guardian" sulla coppia Beckahm ritroviamo su www.corriere.it una bella notizia che fa tanto piacere... "Inglesi attenti, non fatevi ingannare dall'ipocrita simpatia degli italiani".
Premetto che non mi sono mai piaciuti gli esterofili a tutti i costi e manco i nazionalisti sfegatati, ma nel 2011 etichettare un intero popolo come quelli "dall'ipocrita simpatia" suona un pochino razzista e ignorante (non lo uso come ignorante ---> ignora, ma come offesa visto che chi ha redatto l'articolo dovrebbe saper misurare le parole).
Sarà pur vero che in Italia (specialmente in certi parti del Bel Paese), si è soliti rivolgersi al terzo con un sorriso di circostanza, ma tale atteggiamento non prevede da protocollo una sonora fregatura a tutti i costi.
In ogni caso meglio prenderlo in quel posto con un sorriso, che con la faccia da funerale Made UK.
Sembra proprio che i britannici di vivere non abbiano voglia, pensano solo a lavorare e sfondarsi di alcol nei loro grigi weekend...
E nel Regno Unito ci siamo stati per le opportune verifiche.

E' tutto.

Arkitetta

Quando la notizia è tendenziosa... la gente ci casca

Nell'articolo qui sotto si evince come la stampa in generale monti polemiche che non hanno fondamento.
Prima tutti a gridare "La legge è uguale per tutti!" e poi quando si palesa un errore da parte di taluni, la legge andrebbe variata. Purtroppo dei paletti bisogna metterli, ma quando sono chiari e ben fissati, smettiamola di strumentalizzarli a fini politici. 


Tratto da www.unita.it


«Scusate sono una mamma di Prato e in questi giorni ho ricevuto una raccomandata dove mi viene intimata la restituzione non solo dei 1000 euro del bonus bebè ma anche il pagamento di una sanzione amministrativa di 3000 euro perché il reddito risulta superiore ai 50.000 richiesti. Ho controllato sia il mio CUD che quello di mio marito e nel 2005 come reddito complessivo avevamo 50.410 euro... Adesso io sono disoccupata da ben 3 anni e mio marito non sta ricevendo regolarmente lo stipendio da ben 4 mesi. Come possiamo fare?».

E' una mail, una delle tante, che stanno ricevendo in queste settimane le associazioni dei consumatori. Una storia, una brutta storia, quella della restituzione del bonus per i figli nati del 2005, che sta avvelenando le giornate di circa 8mila famiglie italiane. Una vicenda che sintetizza alla perfezione il populismo e l'inettitudine dei governi guidati da Berlusconi, nel caso in questione l'attuale esecutivo e quello in carica quando fu emanato il discusso "regalo" per i neonati. 




Anche in questo caso lascio che il lettore, che reputo intelligente, capisca da solo che se "La legge è uguale per tutti!" lo debba essere sempre, poi possiamo discutere di eventuali sussidi dovuti per le condizioni attuali, ma dichiarare che si percepisce meno di 50.000,00 € quando se ne percepisce anche solo un centesimo in più è fatto di non poco conto.
Obiettività signori e meno sensazionalismo

venerdì 22 luglio 2011

Nessuna polemica

Graduatorie di Roma "invase" dal sud

E i prof della Capitale chiedono aiuto alla Lega

Con i superpunteggi ottenuti in alcune regioni del meridione, sono molti i docenti del sud nelle liste di assunzione. E i professori romani si rivolgono a un senatore del Carroccio"
Tratto da www.repubblica.it

Una domanda semplice semplice. Vedendo la mappa dell'analfabetismo italiano, nessuno si è mai chiesto perché gran parte dei docenti viene dalle zone in cui le università vengono indicate come di basso livello e dove i livelli di istruzione sono tra i più bassi d'Europa? Ma al Politecnico di Milano sono tutti così ignoranti da non vincere un concorso? La Normale di Pisa sforna per caso gente che va a lavorare alla redazione di Topolino? (senza nulla togliere allo storico fumetto)... Cà Foscari di Venezia è stata chiusa? 
Non ho una risposta ma evidentemente in questo sistema c'è qualcosa che non quadra

Arkitetta

Il britannico The Guardian ne spara una grossa!

"i Beckham sarebbero un “cattivo esempio” per la Nazione e contribuerebbero a danneggiare un pianeta afflitto dalla sovrappopolazione"
Vergogna
Affermazioni simili sono degne di uno stato Hitleriano... vorrei solo ricordare a lor signori giornalisti e pensatori che fanno certe affermazioni in nome di un'ecologia del globo, che prima di sparare cazzate dovrebbero mettersi nella testolina che prima o poi a loro il pannolone qualcuno lo dovrà cambiare, oppure credono, per il bene del mondo, di finire sotto cinquanta centimetri di terra ben compattata prima di averne necessità???


No comment

Spider Truman

In questi giorni si sta verificando un fenomeno inusuale di indignazione generale, il fenomeno Spider Truman.
Seppur giustificato e sacrosanto il diritto di informazione, vorrei porre l'accento sulle possibili conseguenze che tale fenomeno potrebbe portare con se.
Già nel lontano 1992, in Italia, abbiamo assistito a fenomeni di indignazione generale e populista, lo scandalo di allora, denominato "Tangentopoli" prese l'avvio da una mazzetta consegnata a Mario Chiesa, allora direttore del Pio albergo Trivulzio di Milano.
In poche settimane l'indagine si allargò a macchia d'olio e ne scaturì, oltre alla legittima indignazione popolare, anche la fine della Prima Repubblica, con conseguente disfacimento della classe politica allora al governo.
Ne nacque anche una figura allora mitica, oggi un pò meno, del giustiziere DePierres (alias Antonio Di Pietro).
Fu l'inizio della fine...
Il popolo era entusiasta perché qualcuno era scappato (non facciamo nomi) altri si erano appesi per il collo ad alcune piante (chissà poi se li hanno aiutati a fare il nodo???) e altri ancora vennero trascinati in tribunale.
Tutto si risolse in una bolla di sapone, e con il senno di poi, tutti hanno cambiato bandiera, hanno anche cambiato moneta (Lira--->Euro) , ma tutti indistintamente hanno continuato a mangiare alle spalle delle italiche genti.
Non voglio essere colui che fa sofismi, o che pensa di essere migliore di altri, ma se abbiamo un Premier che va a puttane, un ex ministro che sostiene di aver acquistato casa e di non sapere che qualcun altro l'ha pagata per lui... dovremmo forse farci un esamino di coscienza tutti insieme, perché com'è noto la classe dirigente di un paese è lo specchio del paese stesso.
Non assolvo nessuno ne condanno nessuno, chiedo solo a tutti di provare a ragionare se sia il caso di alzare polvere attendendo che il vento se la porti via, oppure, e magari è più efficace, partire dal piccolo e dare fiducia a chi di politica non ne capisce veramente nulla... e poi onestamente, prendiamocela prima che con i politici, con i burocrati che stanno dietro al faccione di turno che compare sui manifesti elettorali.

Alla prossima

Arkitetta

giovedì 21 luglio 2011

Boicottiamo Cavalli

Da www.gay.it


Intervistato dall'edizione inglese di Vogue, lo stilista assicura di essere l'unico etero nella moda e che questa sarebbe la sua carta vincente rispetto ai gay perché "io creo pensando alla donna"


In un'intervista rilasciata all'edizione inglese di Vogue, Roberto Cavalli si è lasciato andare a dichiarazioni poco friendly e per niente politically correct.
In quello che è diventato un tentativo di ribaltare uno dei più diffusi luoghi comuni sulla moda e i gay, lo stilista fiorentino ha dichiarato che la sua marcia in più sta nell'essere eterosessuale.
"Nel mondo della moda sono l’unico uomo etero" ha dichiarato Cavalli. E quando il giornalista gli ha fatto notare che forse non detiente l'esclusiva dell'eterosessualità sulle passerelle, Cavalli ha risposto:"Chi? Ralph Lauren? Sei sicuro?".

E poi ha aggiunto: "Comunque sì, essere etero forse mi rende uno stilista migliore. Perché mentre disegno penso alla donna, a come la vorrei accanto a me, alla morbidezza, alla femminilità. Forse sì, e comunque sono felice di come sono". L'eterosessualità, quindi, contro ogni convinzione diffusa renderebbe uno stilista migliore di uno gay.
Non contento, il giornalista insiste: "Deve esserci un po' di gayezza in lei, considerato che disegna abiti da uomo". Cavalli risponde: "Lo prendo come un complimento. ilmio primo fan maschile è Lenny Kravitz. La sera, però, gli uomini sembrano tutti uguali. Comei pinguini. Mentre ledonne hanno un abito speciale per ogni occasione. Preferisco creare per le donne, credo siano più intelligenti degli uomini, ecco perché gli uomini devono essere più forti"

mercoledì 20 luglio 2011

mercoledì 6 luglio 2011

CVD


Lo studio della Fondazione Rodolfo Debenedetti sulle «Dinastie professionali» presentato oggi alla Bocconi Ordini e professioni, quando il merito dipende da famiglia e area geografica Esami di Stato, a Bari passa il 74% degli architetti, a Palermo 1118 I geologi hanno il 91% di chance a Napoli, solo il 36 in Puglia. Aspiranti commercialisti veneziani, portate un cero alla Madonna della Salute: avete il 92% delle probabilità di essere bocciati all`esame. Aspiranti commercialisti catanesi, stappate lo spumante: sotto l`Etna non bocciano nessuno. Lo dice uno studio della Fondazione Rodolfo Debenedetti sugli Ordini professionali. 
Che pare dimostrare quanto scriveva Indro Montanelli: così come sono servono solo a «difendere le mafie di interessi corporativi». Un`accusa che gli Ordini respingono sdegnosamente da anni. Ma contro la quale, come dimostra la riluttanza con cui molti hanno collaborato a questo studio sul familismo, che è durato tre anni e sarà presentato oggi pomeriggio alla Bocconi col titolo «Dinastie professionali», non fanno poi molto. Basti dire che alla richiesta dei ricercatori della Fondazione (Gaetano Basso, Andrea Catania, Giovanna Labartino, Davide Malacrino e Paola Monti) coordinati da Michele Pellizzari, docente alla Bocconi, l`Ordine dei Medici ha risposto di no, spiacenti ma «pur apprezzando le finalità della ricerca» l`elenco completo degli iscritti in suo possesso non lo dava: lo chiedessero uno a uno a tutti i centodieci ordini provinciali. Auguri. Che gli Ordini professionali italiani siano bloccati e debbano essere spalancati alla concorrenza l`Europa lo dice da anni. Ma la risposta è da sempre recalcitrante. Rileggiamo cosa disse, ad esempio, quando era ministro della Giustizia, l`ingegner Roberto Castelli: «La Commissione europea e l`Antitrust vorrebbero abolire gli ordini, noi invece siamo impegnati a difenderli perché pensiamo che gli ordini e tutto il ricco mondo delle professioni siano un patrimonio fondamentale della nostra società». Opinione condivisa, nonostante i proclami thatcheriani («Gli elettori devono scegliere tra liberismo e comunismo, liberismo e statalismo»), da Silvio Berlusconi: «Pensiamo che il sistema degli albi professionali regolato per legge sia molto meglio dei sistema delle libere associazioni di professionisti presenti nei Paesi anglosassoni». 
Questione di voti: «Rappresentiamo una massa di 3 milioni e 5go.ooo persone», intimò anni fa ai partiti il Cup, Coordinamento unitario delle libere professioni. Traduzione: chi ci tocca perde le elezioni. Perfino le innovazioni della legge Bersani del 2006 (via le tariffe minime e largo alla pubblicità comparativa per fare spazio ai giovani...) sono state accanitamente combattute e svuotate nonostante uno studio di Michele Pellizzari e Giovanni Pica (Università di Salerno) presentato al convegno bocconiano dimostri che prima del 2006 tra gli avvocati «la probabilità di la sciare la professione diminuiva con la produttività, ovvero lasciavano i più bravi. Dopo il 2006, questa relazione si inverte e sono ì meno produttivi a lasciare la professione». Un miglioramento qualitativo che evidentemente non interessa più di tanto i consoli e proconsoli della categoria, che siedono in massa alle Camere (134 avvocati su 952 parlamentari) e monopolizzano i consigli dell`Ordine al contrario di quanto accade ad esempio in Gran Bretagna dove ai vertici stanno dei rappresentanti anche degli studenti e più ancora dei consumatori, cioè dei clienti. Una situazione che il presidente dell`Antitrust Antonio Catricalà ha più volte denunciato parlando di «ingiustificati privilegi ai professionisti» e accusando gli ordini di essere «chiusi in se stessi» e di non fare «gli interessi dei consumatori». Per capirci, è più facile staccare in salita Alberto Contador sulle rampe del Puy de Dome che aprire le professioni ai giovani se gli Ordini, come ha scritto Tito Boeri, «continuano ad inserire nelle commissioni d`esame (quelle che decidono chi sì può iscrivere agli albi) persone che esercitano queste attività e che hanno tutto da perderci dall`entrata di professionisti più bravi e più competenti di loro». Questo è il quadro. 
Confermato dai dati dello studio presentato oggi alla presenza di Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani, dove si dimostra come «la probabilità dì superare l`esame non dipenda esclusivamente dalle qualità del candidato» ma anche da altro. La decantata valorizzazione del «merito», parola usatissima (Mariastella Gelmini la invocò 37 volte in una proposta di legge), dipende insomma dall`area geografica: se sei un giovane architetto e fai l`esame a Bari hai 74 probabilità su 100 di passare, se lo fai a Palermo 18. Se sei un giovane geologo hai il 91% di possibilità di farcela a Napoli, il 36 a Bari. E così via. Sbalzi così clamorosi da imporre una alternativa: o tutti i geni di una determinata professione nascono in una zona e tutti somari in un`altra o i voti non dipendono dalla bravura dei candidati ma dal capriccio e dalle chiusure delle commissioni. Succedeva lo stesso, una volta, anche con l`esame degli avvocati. Col record, un anno, del 94% di bocciati a Milano e del 94% di promossi a Catanzaro. Finché, dopo lo scandalo scoppiato nei capoluogo calabrese (2.295 temi copiati su 2.301) fu deciso di far esaminare i temi di ogni distretto giudiziario alla commissione di un altro. Ed è cambiato tutto. Bene, incrociando i nomi degli iscritti agli 11 Ordini (notai, avvocati, architetti, farmacisti, commercialisti, consulenti del lavoro, giornalisti, geologi, medici, ostetriche e psicologi) dei quali i ricercatori sono riusciti a raccogliere la quasi totalità degli iscritti, salta fuori una quota altissima di familismo. Messi a confronto con i lavoratori autonomi, gli avvocati e i farmacisti figli o nipoti di avvocati e farmacisti sono oltre il triplo della media. I medici addirittura il quadruplo. Non sempre questa ereditarietà, si capisce, è negativa: talora «un bravo professionista insegna il mestiere al figlio, che diventa a sua volta un bravo professionista». Dati alla mano, è il caso delle ostetriche. 
E, spesso, anche dei medici. Non così di altri: nel caso dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, si legge nel dossier, «troviamo evidenza, statisticamente significativa e robusta, di peggior qualità dei servizi professionali (..) dove il livello di familismo è più alto». Cioè? «Nelle province dove le omonimie incidono maggiormente sulle iscrizioni all`albo dei commercialisti, l`evasione fiscale è più alta». Quanto alle aree dove il familismo è più diffuso, non mancano le sorprese. I numeri dicono infatti che certo, lo spazio aì figli e ai nipoti, ai cognati e ai cugini nel Sud è nettamente maggiore rispetto al Centro e più che doppio rispetto al Nord-ovest. Ma al Nord-est, no: anzi, la «parentopoli» nelle professioni, per difendere le posizioni di rendita, è perfino più estesa che nelle regioni meridionali della fascia adriatica. Ahí ahi, la «razza Piave»...
(Corriere della Sera. lunedì 4 luglio 2011)