Prima tutti a gridare "La legge è uguale per tutti!" e poi quando si palesa un errore da parte di taluni, la legge andrebbe variata. Purtroppo dei paletti bisogna metterli, ma quando sono chiari e ben fissati, smettiamola di strumentalizzarli a fini politici.
Tratto da www.unita.it
«Scusate sono una mamma di Prato e in questi giorni ho ricevuto una raccomandata dove mi viene intimata la restituzione non solo dei 1000 euro del bonus bebè ma anche il pagamento di una sanzione amministrativa di 3000 euro perché il reddito risulta superiore ai 50.000 richiesti. Ho controllato sia il mio CUD che quello di mio marito e nel 2005 come reddito complessivo avevamo 50.410 euro... Adesso io sono disoccupata da ben 3 anni e mio marito non sta ricevendo regolarmente lo stipendio da ben 4 mesi. Come possiamo fare?».
E' una mail, una delle tante, che stanno ricevendo in queste settimane le associazioni dei consumatori. Una storia, una brutta storia, quella della restituzione del bonus per i figli nati del 2005, che sta avvelenando le giornate di circa 8mila famiglie italiane. Una vicenda che sintetizza alla perfezione il populismo e l'inettitudine dei governi guidati da Berlusconi, nel caso in questione l'attuale esecutivo e quello in carica quando fu emanato il discusso "regalo" per i neonati.
Anche in questo caso lascio che il lettore, che reputo intelligente, capisca da solo che se "La legge è uguale per tutti!" lo debba essere sempre, poi possiamo discutere di eventuali sussidi dovuti per le condizioni attuali, ma dichiarare che si percepisce meno di 50.000,00 € quando se ne percepisce anche solo un centesimo in più è fatto di non poco conto.
Obiettività signori e meno sensazionalismo
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