In questi giorni si sta verificando un fenomeno inusuale di indignazione generale, il fenomeno Spider Truman.
Seppur giustificato e sacrosanto il diritto di informazione, vorrei porre l'accento sulle possibili conseguenze che tale fenomeno potrebbe portare con se.
Già nel lontano 1992, in Italia, abbiamo assistito a fenomeni di indignazione generale e populista, lo scandalo di allora, denominato "Tangentopoli" prese l'avvio da una mazzetta consegnata a Mario Chiesa, allora direttore del Pio albergo Trivulzio di Milano.
In poche settimane l'indagine si allargò a macchia d'olio e ne scaturì, oltre alla legittima indignazione popolare, anche la fine della Prima Repubblica, con conseguente disfacimento della classe politica allora al governo.
Ne nacque anche una figura allora mitica, oggi un pò meno, del giustiziere DePierres (alias Antonio Di Pietro).
Fu l'inizio della fine...
Il popolo era entusiasta perché qualcuno era scappato (non facciamo nomi) altri si erano appesi per il collo ad alcune piante (chissà poi se li hanno aiutati a fare il nodo???) e altri ancora vennero trascinati in tribunale.
Tutto si risolse in una bolla di sapone, e con il senno di poi, tutti hanno cambiato bandiera, hanno anche cambiato moneta (Lira--->Euro) , ma tutti indistintamente hanno continuato a mangiare alle spalle delle italiche genti.
Non voglio essere colui che fa sofismi, o che pensa di essere migliore di altri, ma se abbiamo un Premier che va a puttane, un ex ministro che sostiene di aver acquistato casa e di non sapere che qualcun altro l'ha pagata per lui... dovremmo forse farci un esamino di coscienza tutti insieme, perché com'è noto la classe dirigente di un paese è lo specchio del paese stesso.
Non assolvo nessuno ne condanno nessuno, chiedo solo a tutti di provare a ragionare se sia il caso di alzare polvere attendendo che il vento se la porti via, oppure, e magari è più efficace, partire dal piccolo e dare fiducia a chi di politica non ne capisce veramente nulla... e poi onestamente, prendiamocela prima che con i politici, con i burocrati che stanno dietro al faccione di turno che compare sui manifesti elettorali.
Alla prossima
Arkitetta
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